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Belluno, convegno dedicato alla sviluppo economico delle zone alpine

Nuove sfide impongono ai territori di montagna di fare rete su valori comuni

Trento – “Se un tempo la montagna ha rappresentato un elemento di divisione, oggi la stessa montagna può rappresentare un’opportunità per territori seppur diversi ma limitrofi di sviluppo economico e sociale. Questa sfida è possibile vincerla se i territori fanno rete, mettendo a fattor comune le proprie eccellenze ed i propri elementi di forza”. Questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore provinciale alla coesione territoriale, Carlo Daldoss, ha portato al convegno sullo sviluppo economico e sociale nelle realtà alpine di confine che si è tenuto ieri a Belluno presso il Centro Giovanni XXIII. L’assessore Daldoss ha indicato i possibili elementi di coesione dei territori alpini: infrastrutture, conoscenza, settori economici quali il turismo, cura del territorio, innovazione tecnologica e reti digitali. Con un’avvertenza: “Solo investendo sui giovani, vero capitale umano e sociale, i territori di montagna sapranno garantire una prospettiva futura e contrastare fenomeni negativi quali lo spopolamento e il pendolarismo”.

L’appuntamento di Belluno sulle prospettive delle aree montane è stato organizzato dal Consiglio sindacale interregionale delle Alpi Centrali (Csir), realtà transfrontaliera che raccoglie le diverse sigle sindacali delle aree alpine tra cui i sindacati trentini che ieri erano presenti all’incontro.
L’esperienza del Trentino in tema di sviluppo economico delle zone realtà alpine di confine è stata portata dall’assessore provinciale alla coesione territoriale, Carlo Daldoss. “I giovani – ha esordito Daldoss – costituiscono il vero patrimonio su cui costruire il futuro dei nostri territori. Il capitale sociale e umano è fondamentale per garantire ai territori alpini un futuro. L’investimento sui giovani deve rimanere al centro del nostro agire che ha l’obiettivo di costruire reti tra i territori per affrontare in maniera efficace le sfide future. Se ai giovani non offriamo l’opportunità di rimanere e vivere un’esistenza dignitosa, dovremo affrontare altri problemi quali lo spopolamento e il pendolarismo”.
Daldoss ha ricordato l’esperienza di Vermiglio, suo paese natale, come territorio di confine: “Oggi Vermiglio è confine tra due Provincia di Trento e Regione Lombardia, ieri è stato confine del vecchio impero austroungarico e teatro di guerra di montagna. Le Alpi sono state quindi un fattore geografico di divisione e di confine, ma oggi, costruita la pace, abbiamo l’opportunità di trasformare le Alpi in un’opportunità”.
Le Alpi rappresentano un territorio basato su equilibri naturali delicati ma allo stesso tempo rappresentano caratteristiche comuni che possono facilitare la creazione di aggregazioni transfrontaliere. Daldoss ha elencato i possibili elementi di coesione, ad incominciare dagli investimenti strutturali: “Progetti comuni quali il tunnel ferroviario del Brennero possono unire nord e sud Europa, e garantire una mobilità sostenibile”.
Altro elemento di coesione e crescita dei territorio viene dalla conoscenza e dalla formazione dei giovani: “L’università e conoscenza innescano fenomeni di interscambio in grado di abbattere confini, soprattutto mentali dovuti alla non conoscenza delle diversità positive altrui”. Secondo Daldoss è opportuno offrire ai giovani opportunità di esperienze in altri contesti ma “dobbiamo vigilare affinché i giovani trovino elementi di richiamo nei territori d’origine”.
L’economia, soprattutto il settore manifatturiero e turistico, è un’altra risorsa su cui i territori di montagna devono investire: “Gli imprenditori turistici devono trasmettere al turista anche il senso di appartenenza culturale e territoriale. La diversità è una risorsa”.
Nel suo intervento al convegno sindacale di Belluno, l’assessore Daldoss ha rimarcato l’importanza della salvaguardia di territorio, ricordando la prossima legge urbanistica del Trentino che ha come obiettivo “2020 consumo zero del suolo”. Ancora Daldoss: “Le regole e le linee guida della gestione del territorio sono state scritte scegliendo il coinvolgimento partecipativo di tecnici e cittadini. Abbiamo scelto il metodo di partecipazione dal basso perché crediamo che la responsabilità del cittadini sia valore necessario all’innovazione e alla crescita dei territori”.
Altro tema ha riguardato la banda larga e le nuove tecnologie: “Le nuove autostrade saranno le reti tecnologiche. La Provincia autonoma di Trento ha stanziato 70 milioni di euro per portare internet veloce ad aziende e cittadini delle vallate periferiche perché riteniamo che la coesione sociale tra centro e periferia passi anche attraverso l ‘opportunità offerta a tutti di accedere ai servizi essenziali. I territori di montagna – ha concluso l’assessore Daldoss – sono in Italia un esempio di buone pratiche. In prospettica dobbiamo quindi fare rete e lavorare per realizzare un modello di montagna digitale, dove nuove generazioni e aziende abbiamo reali opportunità di crescita in un contesto sociale responsabile ed etico”.

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