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Maltempo: Coldiretti, neve arriva in Ottobre con 2,5 gradi in più

L’arrivo improvviso di Attila ha portato vento forte e manifestazioni temporalesche che hanno colpito a macchia di leopardo

NordEst – ​Il maltempo con il brusco abbassamento delle temperature e l’arrivo della prima neve colpisce l’Italia in un ottobre che ha registrato una temperatura massima superiore di ben 2,5 gradi alla media del periodo nei primi venti giorni. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi agli scarti dal clima. L’anomalia climatica – sottolinea la Coldiretti – si è verificata dal nord al centro fino al sud Italia dove si sono registrate temperature massime superiori addirittura di oltre 3 gradi rispetto alla media nei primi venti giorni del mese.

L’arrivo improvviso di Attila con vento forte e manifestazioni temporalesche che hanno colpito a macchia di leopardo le campagne della penisola hanno abbattuto alberi, divelto serre, scoperchiato capannoni e distrutti raccolti.

A subire i danni maggiori – precisa la Coldiretti – sono state le coltivazioni in serra che in molti casi sono state scoperchiate o addirittura distrutte con danni alle coltivazioni orticole o floricole, ma si registra anche la perdita di prodotto a causa del vento con le olive sbattute a terra in piena fase di raccolta con un calo della produzione dell’olio di oliva italiano stimato pari al 30 per cento. Il cambiamento improvviso delle condizioni climatiche – sottolinea la Coldiretti – sta ostacolando le operazioni con la caduta dei frutti in una annata particolarmente scarsa, con una produzione prevista attorno a 300mila tonnellate. In queste condizioni – precisa la Coldiretti – l’Italia rischia addirittura di perdere il secondo posto come produttore mondiale dietro la Spagna a favore della Grecia. L’Italia – conclude la Coldiretti – puo’ contare su un patrimonio di circa 250 milioni di piante su 1,1 milioni di ettari di terreno con un fatturato del settore stimato in 2 miliardi di euro ed un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

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