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Reumatismi, 467 visite e 110 Ecografie gratis in piazza a Verona

Grazie all’Amarv si diffonde la cultura della prevenzione, ottenuto un grande risultato

Verona – “Un successo andato oltre ogni più rosea previsione, che conferma come i messaggi chiari in tema di prevenzione in sanità arrivino sempre a destinazione. Grazie all’Amarv, alla sua presidente Silvia Tonolo, ai volontari che hanno dato il loro insostituibile apporto e a tutti i medici dell’Azienda Ospedaliera, dellOspedale di Negrar e della Clinica Pederzoli che hanno prestato gratuitamente la loro opera”.

Con queste parole l’Assessore regionale alla sanità Luca Coletto sottolinea il consuntivo della “due giorni” di venerdì e sabato nel corso della quale, in due gazebo posti al Loggiato Fra Giocondo a Verona, su iniziativa dell’Associazione dei Malati Reumatici del Veneto – Amarv, sono state erogate visite gratuite e uno screening della mano ai passanti che lo richiedevano, come forma di sensibilizzazione rispetto all’importanza della prevenzione delle malattie reumatiche.

Risultato finale che Coletto ha definito “strabiliante”: in 20 ore complessive di attività sono state effettuate 467 visite e consulti ed erogate 110 ecografie. “Purtroppo non siamo riusciti ad accontentare tutti – dice Silvia Tonolo – ma questo ci conforta sull’utilità di iniziative come questa e rafforza la nostra convinzione che sia necessario organizzare screening pubblici diffusi sulle malattie reumatiche. Ringrazio Coletto che ha voluto presenziare a tutte e due le giornate, i medici e tutto il volontariato che ha lavorato all’organizzazione”.

“Centinaia di veronesi – aggiunge Coletto – hanno così potuto avere una visita gratuita e ottenere un mare di informazioni sulle malattie reumatiche, che colpiscono il 17% della popolazione veneta e che sul piano della prevenzione vanno trattate come tante altre patologie, stante che a 10 anni una patologia reumatica può portare all’invalidità”.
“Motivo per il quale – conclude Coletto – la prevenzione e la conoscenza della malattia sono fondamentali, perché ancora oggi l’85% delle persone si rivolge allo specialista quando è troppo tardi, e cioè quando i sintomi sono comparsi”.

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